TALIANU

Catalanu Corsu Francese

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Ti piacciono le canzoni popolari? A me e a mia moglie ci piacciono tanto. Soprattutto quelle di origine medievale. Abbiamo un mucchio di dischi, a casa nostra. In ogni viaggio che abbiamo fatto, abbiamo sempre recuperato un disco o due. Nelle lingue più svariate. Bretone, Gaelico, Sardo, Catalano. (Canticchia:)

Una cançó vull cantar

una cançó nova i linda.

Non capisci che dice? Non è difficile. E' la storia d'amore tra uno studente e una vedova. Ma il padre di lei non vuole e lui va a lavorare in una rettoria romana, lei lo raggiunge senza dirglielo e lo ritrova con un'altra donna.

un cameriere (Prendendo la bottiglia): Gliene porto un'altra?

un uomo: No, ho bevuto troppo.

un cameriere: Le porto il conto?

un uomo: No, portamene un'altra, è troppo presto per tornare a casa.

un cameriere: Come lei desidera.

un uomo: Non so fingere, non ho mai saputo fingere. Non appena mi guarderà negli occhi, capirà tutto. Che non ho più un lavoro, che non potremmo più andare in vacanza, che forse dovremmo cercare una casa meno costosa di quella che abbiamo adesso, che forse dovremmo vendere la macchina. Che non sarà facile, andare avanti nei prossimi mesi.

 

Buio.

Il cono di luce si sposta verso il centro della scena. un uomo lo insegue trascinando la sedia e tenendo in mano la bottiglia. Lascia la sedia sotto il cono, si allontana e ritorna senza più giacca e in ciabatte; ha un televisore portatile acceso che mette davanti a sé, per terra, si siede, beve. La tivù manda rumori e luci, un uomo si appisola. Entra una donna, gli sta dietro, tra le mani ha una grande busta bianca. Lo guarda innamorata. Spegne la tivù, raccoglie la bottiglia, esce, ritorna con un plaid che mette addosso a un uomo, per proteggerlo dal freddo. Lo bacia su una guancia. Lui si sveglia, si abbracciano, sale la musica di un tango di Piazzolla, Tanguedia III.

 

un uomo: Amore, sei tu?

una donna: Come stai?

un uomo: Sono felice.

 

Piangono abbracciati. Buio, Tanguedia III continua fino all'attacco della nuova scena.

 

Due.

 

La scenografia è inesistente, soltanto qualche gioco di luci e ombre per sottolineare la presenza in scena di spazi diversi. Suona una sveglia. Ha un trillo a crescere. Quando, dopo qualche minuto, diviene assordante, s'interrompe seccamente. Qualche istante di silenzio e appare una donna. Indossa una camicia da notte, è scarmigliata e assonnata. Ha in mano una tazzina di caffè e gira il cucchiaino. Beve. Ripone la tazza, si accarezza la pancia. Sorride. Pensa a qualcosa che la rende felice. Poggia la tazzina per terra. Mette tutte due le mani sulla pancia. Si guarda piena di felicità. Riprende la tazzina e scompare. Canticchia L'estudiant de Vic.

 

Voce di una donna (Canta):

Una cançó vull cantar,

una cançó nova i linda,

d'un estudiant de Vic

que en festejava una viuda.

 

Bon amor, adéu-siau,

color de rosa florida.

Bon amor, adéu-siau...

 

Suona un telefono. Dopo qualche trillo riappare una donna, non si è ancora vestita del tutto. La camicia non è infilata nella gonna, ha una scarpa in mano e il telefono in bilico tra collo e spalla. Finirà di vestirsi mentre parla al telefono.

 

una donna: Sì?

Ciao.

Sto bene, sì, tutto bene, grazie.

Già, speriamo.

Lui? Lui no, poverino. E' un vero tesoro. Sono giorni che sono strana, che non ci sono più con la testa. Ma lui non me lo fa pesare. Ci capiamo soltanto guardandoci.

Anche oggi, come ieri, e come martedì, non sono riuscita a svegliarmi, ma lui non mi ha disturbata, povero caro, si è preparato la colazione da solo ed è andato al lavoro senza svegliarmi.

Anzi, ha tenuto il caffè in caldo per me.

Sì, ti chiamo dopo, ciao.

A dopo.

Grazie, ciao.

 

una donna scompare. Tel Her You Saw Me, di Pat Metheny riempie il silenzio. Un cono di luce illumina una seggiola. Dopo qualche istante appare un medico, tiene in mano una grande busta bianca. Ancora qualche istante ed appare una donna.

 

un medico: Buongiorno, come sta?

una donna: Buongiorno (Ride).

un medico: Perché ride, è di buon umore, oggi?

una donna: Sì, no, non so.

un medico: Capisco.

una donna: Mi scusi, è che mi fa ridere il "come sta?" chiesto da un medico. Semmai, dovrebbe essere il contrario, il paziente chiede al medico "come sto?", e il medico gli risponde "bene" oppure "male"!

un medico: Ha ragione, devo dire che ha ragione. Peccato che non sempre sia possibile, anche se nel nostro caso, le assicuro, lei sta davvero bene. Complimenti. (Porgendole la busta:) Guardi qua, tutti valori perfetti. Lei scoppia di salute.

una donna (Rattristata): Davvero?

un medico: Davvero, sì, ma lei non sembra contenta. Avrebbe preferito che le dicessi che le va tutto male, forse?

una donna: No, non è questo.

un medico: Non è questo?

una donna: No, è che io speravo...

un medico: Lei sperava? (Si alza e la fa sedere sulla sedia:) Sperava che cosa?

una donna: Sì, anche se non sarebbe il momento più opportuno... Non ho ancora finito gli studi, sa?

un medico: Che cosa studia?

una donna: Architettura.

un medico: Bene, e le piace?

una donna: Molto, mi piace molto.

un medico: E allora?

una donna: Ecco, che se anche non potremmo permettercelo, la casa, l'affitto, la macchina, gli imprevisti, cominciava a piacermi l'idea di avere un figlio.

un medico: Bene. Il cielo l'ha accontentata.

una donna: Come dice?

un medico: Che il cielo ha esaudito il suo desiderio. Il cielo, o il destino, o il caso, o quello che le fa più piacere l'ha messa incinta, lei aspetta un bambino.

 

una donna non ha parole, guarda un medico esterrefatta.

 

un medico: Le faccio portare un bicchiere d'acqua?

una donna (Grida): Sìììì!

un medico: Un momento.

una donna: No, non se ne vada. Non ho bisogno dell'acqua, ma di champagne, di cioccolatini, di un abbraccio forte forte.

un medico: Non posso darle le prime due cose che chiede, ma per la terza, eccomi qua.

 

 

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