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Leonardo Sole (puema)
Perché ancora la luce io non so perché ancora la luce ritorna sui suoi passi ricompone i colori a uno a uno conta alberi e rami lascia la sua corona tra le foglie
Una luce segreta Il cuore è un ramo secco che si spezza un cric che cade in una pozza d'acqua Lo spinge il gong del sangue alle soglie del respiro Una luce segreta si affaccia "Sei tu anima mia? in una scheggia di canna s'impiglia la Inelnoria e allevia voce d'acqua la ferita? " Lei più leggera d'un sospiro: "Altro suono non sente il ramo che perde le foglie né sente altra traccia della morte che abbraccia "
Ricordati dei lampi ricordati i lampi che ci hanno invetrati a balconi d'aria dopo siamo usciti vestiti d'acqua e ancora rintronava di pietre di tuono dove scocca l'ombra tu hai aperto le mani per qualcosa che non so ridendo e un uccellino scappò via volando allora ti ho parlato anch'io tremando: da questo luogo d'ombra potremo risalire? guarda! già sfoglia la luce ogni ramo d'ulivo
I giganti mungono la notte lenzuoli d'acqua si levano col vento contrastano l'olnbra con limpide voci di fronda a grandi passi salgono verso la luce quando cresce il mare e la campagna dorme
In questa luce in questa luce se cade ala profonda è la fresca foglia dei tuoi occhi in questo fiume se un'ombra di tristezza risale è l'acqua dei tuoi occhi in quest'acqua di luce si spalanca una nube di sorrisi: gli occhi tuoi
Pietre d'ombra dunque perché il sangue che scivola di pietra in pietra l'oro non l'accende? ogni cosa rifiorisce ma l'uomo dove cade muore? perché l'oscuro abbraccio della vita della morte dà carezze e bagliori di lame? perché l'agnello assetato sulla riva del mare lo respinge l'acqua? ogni pietra gettata cerca il conforto dell'ombra?
Questo vento di pietra questo vento di pietra la tua voce di luce non gettarla alle spalle dell'olnbra piange la nube il gheppio crocifisso ai balconi dell'aria perdermi vorrei in questa pietraia come si perde polvere di sole nel cuore dell'oro
Quando la mano quando la mano del vento scivola sulle cime pigolando e un sonno d'acqua lontana chiama il sole stanco di altura in una nuvola di uccelli in questo profondo tuo non sapere chi sei provo ad affacciarmi e lancio un grido tu non parlare guarda il sole guarda in un fondo di luce l'ombra di un'aquila che cade
Crepuscolo dopo tanto camminare i piedi sabbiosi del giorno li lava altra luce amica mia è l'ora che la sofferenza ha globi d'oscurità
Vie d'ombra spesso ci siamo perduti cercatori inesperti in lontane terre la strada per tornare l'avevamo tracciata ma era nel cuore densa oscurità
L'amore è un uccello l'amore è un uccello che becca e cinguetta e sembra una carezza finché il becco arriva alla carne viva
Figlio tu crescendo e io qui che ti guardo e nemmeno so chi sei e se ti troverai domani tu ed io in qualche imbroglio di quelli che quando ti guardo si affaccia questa nuvola di barche e zattere di canna che in Cambogia vento e grandine e neve piano sopra i bambini perché ci arrivi a bocca piena morte
Quando Quando ho visto che tornavi alla tua natura umile di terra bruciata (nemmeno la cenere ti è rimasta ) e poi di nuovo sorridere sotto il tuo scialle d'ombra. - Dunque è possibile tornare? ho detto - e la vita è un sogno che sogna la morte? Tu già sulla soglia del sonno.- - vita è il primo sogno morte tornare a sognare
A bocca chiusa a bocca chiusa cantando a bocca chiusa - ZITTA! perché non vale la voce mia e TU sempre parlando sopra la voce mia la vita mia muta e TU -ZITTA PERCHE'! perché? TU sempre parlando e io zitta perché? - PERCHE' NON HAI! senza niente nuda come un giglio gettato tra i solchi silenziosi dal vento di primavera che passa la voce al grano risponde l'uccello di spiga spiga volando passa alto il sole si gonfia di luce ogni chicco 1"upupa ha un grido alto e canta a bocca chiusa il cuore
Per cento parole per cento parole buttate per vivere una sola ne voglio vita per morire
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