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Eva
Adesso ti ricordo, Eva, appena la notte termina d'accendere il falò del disinteresse. Ti ricordo, adesso e sempre, puntare lo sguardo al posacenere per darti fisonomia di presente. Dal porto nidificarono gabbiani. Qualcuno disconnetterà un apparecchio televisivo accesso a volume alto, e né tu né io ci accorgemmo della nostra rottura, sostenuti dal sottilissimo filo della distanza. Sopra di noi, quasi muovendosi sul soffitto, rivivranno, ad uno ad uno, gli atti, ad una ad una le parole: come ogni cosa, a ben guardare, come le onde che ti avvicinano e ti allontanano ti contemplo, dolce Eva, e ti ricordo.
Antoni XUMET
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