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Sai, non era poi così importante.
Era una fantasia che trascorreva le ore morte in un cimitero di automobili. Erano gambe invitanti al calore. Era la scusa di averlo salvato, e quella insistenza di campanello disatteso... Un progetto aggiornato o un ricordo troppo giallo, questo era fare quattro giorni pulito. Era una città sotto il nostro andare, mostravano residui i fari e intorbidivano i dettagli. Tra l'apatia e la curiosità, tra lo scetticismo e la sorpresa. Le sfumature. Era una notte, e potevano essere ventisette. Era una città sulla mia testa. Era una pietra, un puntello. Era una morale appassita rimproverante uno specchio quando mi è impossibile ricordare gli inni. una plastica, un cartone, un'indifferenza, quasi un brivido. Come potrei spiegarti? C'era una musica proco prima del silenzio. Passavo di là, e questo era tutto.
Eduard RAMIREZ |