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La notte soave ci invitava a passeggiate
La notte soave ci invitava a passeggiate per la nostra nuova conoscenza, tornando e andando, fino all'ultima tana, così vicino al penultimo fiammifero nacque dalle tue labbra un affanno il nostro angolo d'amore devastante, un affanno che spinge sedie e piega specchietti retrovisori, riempiendomi bocca e mani il tuo affanno, piccole perle della notte ingoiate tutte dall'insonne smania della tua bocca e così, estranei, trovammo il sole apparecchiare la tavola ad altri invitati. Conservavamo ancora qualche segreto inutile da dire sotto chiarori tanto chiari, un luogo o un altro, poiché le nostre città sembrano intercambiabili.
Eduard Ramirez
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