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L'apparenza statica omaggia gli eccessi..
Parlo di buttarci dalla prima finestra, da ragazzi di mani oziose calcolanti la tua pelle, e romperci, a bocca aperta, un labbro. Voglio dire non aspettarsi niente e ciò malgrado cercare una opportunità, comunque. Parlo di non farlo per te, di piedi che si insegnarono a ballare per mantenere l'equilibrio, e d'una certa memoria tra gli oblii d'abitudine. Davanti allo spontaneo cannibalismo dei tuoi occhi, parlo, libero da neutralità. Di mai finire. Di qualche presagio. Non seguiremo il rosario di cicche del sotterratore. Città deserta, luci abbandonate, la statica apparenza è sempre stata il sotterfugio dei terremoti. Tendendo l'istinto del fruscio della calma mangeremo paesaggi con le dita.
Eduard RAMIREZ
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